Erminio Renzo Rossi — prigioniero italiano in Australia
Erminio Renzo Rossi nacque a Vetulonia, in provincia di Grosseto, il 25 maggio 1920, figlio di Emilio Rossi e di Giovanna Mancini. Artigliere del Regio Esercito, fu catturato in Libia l’11 dicembre 1940, durante la travolgente offensiva britannica in Cirenaica.
La sua deportazione in Australia rispondeva a una precisa logica. Tra il dicembre 1940 e il febbraio 1941 gli inglesi catturarono in Africa Settentrionale oltre centomila soldati italiani: un numero impossibile da custodire e sfamare vicino al fronte, con il rischio che venissero liberati da una controffensiva dell’Asse. I prigionieri furono così dispersi nei territori più lontani e sicuri dell’Impero britannico — India, Sudafrica, Kenya e Australia — dove servivano anche a colmare la carenza di manodopera agricola lasciata dagli uomini partiti per la guerra.
Prima dell’Australia, Rossi era stato internato in India. Fu poi imbarcato sul transatlantico Queen Mary, requisito come nave per il trasporto truppe, e sbarcò a Sydney nel maggio 1941. Fu rinchiuso dapprima nel campo di Hay, nel Nuovo Galles del Sud, quindi, dall’ottobre 1943, in quello di Murchison, in Victoria, e impiegato nel distaccamento di lavoro agricolo di Colac. Fu rimpatriato solo a guerra finita: il 10 gennaio 1947 s’imbarcò sul piroscafo Otranto alla volta di Napoli.




Mentre Renzo era prigioniero, la sua famiglia a Vetulonia poté avere sue notizie grazie allo schedario vaticano Inter Arma Caritas. La Santa Sede registrò il suo trasferimento in Australia e comunicò più volte le notizie ai genitori, Giovanna ed Emilio. È lo stesso uomo — matricola 19484 — che ritroviamo nei registri australiani: l’incrocio fra le due fonti conferma e completa la sua storia.


Tornato a Vetulonia, nel 1950 sposò Nelia Massetti — nata anch’essa a Vetulonia, figlia di Nello Massetti e di Antonia Galassi. Le pubblicazioni di matrimonio furono affisse nel Comune di Castiglione della Pescaia nell’aprile 1950, e le nozze furono celebrate a Vetulonia.