Percorsi di ricerca
Le fonti ordinarie della genealogia — registri parrocchiali, atti di stato civile, liste di leva, anagrafe — sono serie tenute allo stesso modo per tutti, e per la maggior parte delle famiglie bastano. Poi ci sono le ricerche che a un certo punto ne escono ed entrano nella storia: un antenato che non torna dalla guerra, una famiglia che lo Stato registra come categoria prima che come persone, un mestiere che obbligava a spostarsi ogni settimana. Lì servono altri archivi, un altro lessico e cautele proprie di quel terreno.
Questi percorsi sono le aree tematiche su cui ho lavorato più a lungo in anni di ricerca. Li pubblico uno alla volta, sempre con i documenti alla mano e dichiarando che cosa è accertato e che cosa resta ipotesi: non sono racconti divulgativi, sono il metodo che uso quando una storia di famiglia incrocia una vicenda più grande di sé. La raccolta crescerà nel tempo.
Prigionieri e internati di guerra
Militari catturati, internati militari italiani in Germania, prigionieri in mano alleata e alle forze dell’Asse: quali enti conservano i fascicoli, come si legge un foglio matricolare e da dove si comincia quando in famiglia resta solo il racconto di una prigionia.
Apri il percorso →Minoranze
Comunità che hanno conservato una lingua, una fede o una consuetudine proprie: valdesi, ebrei, arbëreshë, walser, greci di Calabria, sinti. I loro antenati si cercano con regole diverse — registri tenuti dalla comunità, matrimoni interni ripetuti per generazioni, nomi che cambiano passando da una lingua all’altra — e, quando la storia ci si è messa di mezzo, in documenti scritti da chi li sorvegliava.
Apri il percorso →Famiglie circensi
Le dinastie italiane dello spettacolo viaggiante e i rami minori che ruotavano intorno a loro: posteggio, circo arena, sapitò. Una genealogia che si ricostruisce seguendo gli itinerari delle fiere, non i registri di un comune.
In preparazione