Decreto reale di dispensa, 27 gennaio 1877

Curiosità · 05

Per sposare la cognata ci volle il Re

Torrita, 1876–1877: due lutti in una casa colonica, un impedimento di affinità, un decreto firmato a Roma

Fra le carte di una famiglia di coloni senesi c’è un foglio con lo stemma sabaudo e la firma di un ministro del Regno. Serviva a una cosa sola: permettere a un uomo di sposare la vedova di suo fratello.

Ministero di Grazia e Giustizia e dei Culti — Roma, 27 gennaio 1877

«S. M. il Re in udienza del 21 gennajo 1877 in Roma, sulla proposta del Guardasigilli Ministro di Grazia e Giustizia e dei Culti, ha concessa la dispensa dall’impedimento nascente dall’articolo 59 N. 2 del Codice civile del Regno per contrarre matrimonio a Migliorucci Noè di Torrita (Firenze), Massai Carolina di Santi di detto luogo.»

L’articolo 59 del codice civile del 1865 vietava il matrimonio in linea collaterale in tre casi: fra fratelli e sorelle, «tra gli affini nel medesimo grado», fra zio e nipote. Il numero 2 è il caso dei cognati. E l’articolo 68 riservava al Re il potere di dispensare, «quando concorrano gravi motivi», proprio dai numeri 2 e 3 di quell’articolo. Un matrimonio fra cognati, nell’Italia liberale, si decideva a Roma.

Due morti in sette mesi

Angelo Migliorucci, colono, muore a Torrita il 14 gennaio 1876. Lascia la moglie, Carolina Massai, e una figlia, Diomira. Il 15 luglio dello stesso anno muore anche suo padre, Domenico. In una casa colonica la perdita di due uomini adulti in sette mesi non è soltanto un lutto: è una questione di braccia e di contratto. Noè, fratello di Angelo, non è sposato.

Albero genealogico della famiglia Migliorucci, 1876
L’albero genealogico rilasciato dal Municipio di Torrita l’8 dicembre 1876, «per servire di corredo ad una domanda per impetrare la dispensa Reale da un impedimento di Matrimonio per causa di affinità di 2° grado civile». Riporta il foglio di casa: sezione H, foglio 17, volume 32.

Una pratica costruita in un mese

Fra il 29 novembre e il 24 dicembre 1876 il fascicolo si compone. Il parroco di Torrita estrae la fede di battesimo di Noè: 7 marzo 1848, libro dei battezzati alla lettera C, n. 575, figlio di Domenico Migliorucci e di Rosa Cini, contadini. Il pievano di San Leonardo a Montefollonico estrae quella di Carolina: nata alle tre di notte dell’8 giugno 1849, figlia di Santi Massai e di Teresa Angiolini. Entrambe le firme vengono legalizzate dal sindaco.

Fede di nascita di Noè Migliorucci, 1848 Fede di nascita di Carolina Massai, 1849

C’è poi il certificato di morte di Angelo, e il dettaglio che dice più di ogni altro chi stava muovendo la pratica: è rilasciato «in carta libera per constatata povertà del richiedente Migliorucci Noè». Lo sposo in persona, e senza i soldi per il bollo.

14 gennaio 1876muore Angelo Migliorucci, marito di Carolina
15 luglio 1876muore il padre, Domenico Migliorucci
29 nov. – 8 dic. 1876certificato di morte, fedi di nascita, albero genealogico
24 dicembre 1876legalizzazione del Tribunale di Montepulciano
21 gennaio 1877udienza reale a Roma
27 gennaio 1877decreto di dispensa
11 e 18 marzo 1877pubblicazioni matrimoniali
18 aprile 1877matrimonio

Una trappola nel decreto

Il decreto dice «Migliorucci Noè di Torrita (Firenze)». Ma Torrita — l’odierna Torrita di Siena — nel 1877 era in provincia di Siena, circondario di Montepulciano: la parentesi indica con ogni probabilità il distretto di corte d’appello, quello a cui apparteneva il Tribunale di Montepulciano che aveva legalizzato le carte. Chi cercasse quel comune fra i comuni fiorentini non lo troverebbe mai.

La firma che manca

Il 18 aprile 1877, alle nove e quaranta del mattino, nella casa comunale di Torrita, davanti al sindaco cavalier Giovan Battista Bufalini, si presentano Migliorucci Noè, di anni ventinove, colono, e Massai Carolina, di anni ventisette, colona. L’atto elenca i documenti prodotti e aggiunge la formula che chiude il cerchio.

«Gli sposi hanno ottenuto dispensa dall’impedimento risultante dall’affinità fra loro esistente con Decreto Reale in data ventisette Gennaio milleottocentosettantasette, come è spiegato nell’atto di richiesta delle pubblicazioni.»

Atto di matrimonio Migliorucci–Massai, Torrita 18 aprile 1877
L’atto di matrimonio del 18 aprile 1877. I testimoni sono uno scritturale e un barbiere: gli unici, insieme al sindaco, a saper firmare.

L’ultima riga dell’atto è quella che resta. «Letto il presente atto a tutti gli intervenuti, è stato meco sottoscritto ad eccezione degli sposi perché illetterati.»

Una pratica salita fino al tavolo del Re, e chiusa da un atto che nessuno dei due protagonisti sapeva firmare.

Approfondimento

Che cos’era la dispensa reale, com’è fatto il fascicolo e dove si cercano oggi queste carte: La dispensa reale dagli impedimenti di matrimonio.

Documenti

Comune di Torrita, certificato di morte di Migliorucci Angelo, n. d’ordine 12, rilasciato il 29 novembre 1876.

Parrocchia collegiata dei SS. Costanzo e Martino, Torrita, fede di nascita di Migliorucci Noè (7 marzo 1848), 1° dicembre 1876.

Pieve di S. Leonardo, Montefollonico, fede di nascita di Massai Carolina (8 giugno 1849), 2 dicembre 1876.

Municipio di Torrita, albero genealogico della famiglia Migliorucci, 8 dicembre 1876, legalizzato dal Tribunale civile e correzionale di Montepulciano il 24 dicembre 1876.

Ministero di Grazia e Giustizia e dei Culti, estratto del decreto reale di dispensa, Roma, 27 gennaio 1877.

Comune di Torrita, registro degli atti di matrimonio 1877, atto n. 11 del 18 aprile.

Codice civile del Regno d’Italia, 1865, artt. 59 e 68.