Una procura che non era un matrimonio per procura

Mengoli–Dall’Olio, dalla Grecia a Conselice 1942: come si distingue un mandato per le pubblicazioni da uno per le nozze.

Il 12 marzo 1942, a Calcide, in Grecia occupata, un bersagliere del 2° Reggimento si presenta davanti al sottotenente che nel reparto fa da ufficiale di stato civile e gli chiede di redigere una procura speciale. Nomina suo fratello, rimasto a casa in provincia di Ravenna, e lo incarica di agire in suo nome per il matrimonio che intende contrarre.

Chi trova questo documento in un fascicolo di famiglia conclude, ragionevolmente, di aver trovato un matrimonio per procura.

Non lo è. E capire perché è la cosa più utile che questa scheda possa insegnare.

Atto di procura speciale, Calcide, 12 marzo 1942
Allegato n. 28 alle «Istruzioni relative ad atti giuridici dei militari nella zona delle operazioni», n. 41 del registro di reparto.

Che cosa dice davvero il documento

Il titolo a stampa non lascia margini:

ATTO DI PROCURA SPECIALE PER RICHIEDERE PUBBLICAZIONI DI MATRIMONIO

E il testo lo conferma:

«L’anno millenovecentoquarantadue addì dodici del mese di Marzo in Chalchis – Grecia, avanti a me Sottotenente Proietti Mario – ufficiale incaricato dei servizi amministrativi del 2° Reggimento Bersaglieri, investito delle funzioni di ufficiale di stato civile a norma dell’art. 112 della legge di guerra, si è presentato il nominato MENGOLI Ezio di Silvio – nato a Conselice il 17/9/1913 – bersagliere – 2° Reggimento – IV Battaglione – 8 Compagnia.

Il quale mi chiede la redazione di un atto di procura speciale. Il predetto MENGOLI Ezio dichiara di volere […] nominare […] quale suo procuratore speciale, il signor MENGOLI Ugo di Silvio nato a Conselice il 25/12/1915 […] professione colono,

acciocché, in suo nome e vece, faccia all’ufficio stato civile di Conselice la richiesta delle pubblicazioni di matrimonio, che esso mandante intende contrarre con la sig.na DALL’OLIO Laura di Giuseppe nata a Conselice l’8/8/1917 […] professione operaia.

Dal che ho redatto il presente atto, a norma dell’art. 123 della legge di guerra, e a tutti gli effetti legali.»

Il mandato si esaurisce lì: chiedere le pubblicazioni. Non contrarre matrimonio, non presentarsi all’altare, non rappresentare lo sposo davanti a nessun ufficiale celebrante.

Come andò a finire: lo sposo tornò

Il fratello porta la procura a Conselice, dove viene protocollata il 18 aprile 1942. Le pubblicazioni civili si fanno nelle domeniche 19 e 25 aprile. Poi il fascicolo si ferma per sei mesi.

Il 17 ottobre 1942, alle sei del mattino, nella chiesa di San Martino a Conselice, don Francesco Giovanstefani celebra il matrimonio fra Mengoli Enzio, di ventinove anni, colono, e Dall’Olio Laura, di ventiquattro, casalinga. Testimoni: Mengoli Ugo — lo stesso fratello — e Dall’Olio Guerrino.

Atto di matrimonio parrocchiale, firme, 17 ottobre 1942
«ho interrogato ciascuno dei contraenti […] ed avendo avuto il loro mutuo consenso, li ho dichiarati uniti in matrimonio». Alla riga SPOSO, la firma di Enzio Mengoli.

Il modulo parrocchiale è quello ordinario, compilato senza alcuna aggiunta a penna. Il parroco scrive di aver interrogato «ciascuno dei contraenti», al plurale e di persona. E alla riga «SPOSO» c’è la firma di Enzio.

Era tornato in licenza. La procura di Calcide era servita a far correre le pubblicazioni mentre lui era in Grecia, così che al momento del permesso non ci fosse altro da aspettare.

Registro degli atti di matrimonio del Comune di Conselice, 1942, parte II serie A, n. 52
La trascrizione, lo stesso giorno del matrimonio: parte II serie A, atto n. 52.

Il matrimonio è concordatario, e la trascrizione avviene lo stesso 17 ottobre: parte II, serie A, atto n. 52. Serie A, non C — perché di per procura, qui, non c’è nulla.

C’è un dettaglio che dà la misura della tempistica. Le pubblicazioni erano state completate il 25 aprile e avevano una validità limitata nel tempo: il matrimonio del 17 ottobre cade negli ultimi giorni utili. Ancora qualche settimana di ritardo nella licenza e tutta la pratica sarebbe andata rifatta da capo, procura dalla Grecia compresa.

Come si distinguono le due cose

È la stessa trappola che si incontra nei matrimoni degli emigrati, dove pure circolano procure che riguardano soltanto le pubblicazioni. Tre controlli la sciolgono in cinque minuti.

Leggete il titolo e l’oggetto del mandato. «Per richiedere pubblicazioni di matrimonio» non è «per contrarre matrimonio». Una procura di celebrazione dice espressamente che il procuratore è incaricato di contrarre le nozze in nome e vece del mandante, e indica la persona con cui.

Guardate chi firma come sposo. In un vero matrimonio per procura, alla riga dello sposo compare il nome del procuratore, spesso con la formula «X procuratore di Y». Se c’è la firma dello sposo, lo sposo c’era.

Guardate la parte e la serie della trascrizione. Dal 1940 i matrimoni celebrati per procura si iscrivono in parte II serie C. Un matrimonio in serie A o B è un concordatario ordinario, e se anche in fascicolo c’è una procura, quella procura riguardava altro.

Che cosa insegna sulle fonti militari

Al di là dell’equivoco, questo documento è prezioso per tre ragioni che riguardano chiunque cerchi un antenato militare fra il 1940 e il 1943.

Esisteva una modulistica. L’atto è l’Allegato n. 28 alle «Istruzioni relative ad atti giuridici dei militari nella zona delle operazioni»: un formulario a stampa, numerato, distribuito ai reparti. Se esisteva il modulo 28, esistevano gli altri.

I reparti tenevano un registro. In alto compare «n. 41 del registro»: il 2° Bersaglieri, nella primavera del 1942, aveva già formato quarantuno atti giuridici per i propri uomini. Quei registri sono una fonte di cui la letteratura genealogica italiana non parla quasi mai.

L’ufficiale di stato civile militare faceva più di quanto si creda. L’art. 112 della legge di guerra compare, nell’indice, fra le norme sugli atti di morte e di nascita, e questo ha portato più di uno — noi compresi, in una prima stesura — a concludere che quell’ufficiale si occupasse solo di quelli. Il documento dimostra il contrario: l’art. 112 è l’investitura, e gli atti che l’ufficiale può ricevere sono altrove. La procura è redatta a norma dell’art. 123.

Una lezione in regalo: le date sbagliate

Nel fascicolo Enzio Mengoli nasce due volte.

L’atto di nascita del comune di Conselice dice che il 22 settembre 1913, all’una di notte, in via Corecchio 11, da Brusi Luigia nacque un bambino cui il padre Silvio diede il nome di Enzio.

Atto di nascita, Comune di Conselice, 1913
«del dì ventidue corrente mese […] è nato un bambino di sesso maschile […] a cui dà il nome di ENZIO».

La procura militare e l’atto parrocchiale lo fanno invece nascere il 17 settembre. E il documento militare aggiunge altri due errori: scrive il nome «Ezio» anziché Enzio, e anticipa di un anno la nascita della sposa, indicando 8/8/1917 dove i registri di Conselice dicono 8/8/1918.

Non è una curiosità. È l’avvertimento pratico che chiude questa scheda: i documenti militari sono formati lontano dagli archivi, sulla parola dell’interessato o su una carta d’identità, e i loro dati anagrafici vanno verificati sempre sul registro di stato civile del comune. Chi datasse queste due persone dal documento della Grecia sbaglierebbe di cinque giorni e di un anno.


I documenti

Fascicolo di ricerca privato.

  • 2° Reggimento Bersaglieri, atto di procura speciale per richiedere pubblicazioni di matrimonio, Allegato n. 28 alle Istruzioni relative ad atti giuridici dei militari nella zona delle operazioni, n. 41 del registro — Calcide (Grecia), 12 marzo 1942
  • Comune di Conselice, protocollo d’arrivo, 18 aprile 1942; pubblicazioni civili, domeniche 19 e 25 aprile 1942
  • Parrocchia di San Martino, Conselice, diocesi di Imola, atto di matrimonio mod. XV n. 521/33, 17 ottobre 1942
  • Comune di Conselice, registro degli atti di matrimonio 1942, parte II serie A, atto n. 52, trascritto il 17 ottobre 1942
  • Comune di Conselice, atto di nascita 1913 parte I n. 140; certificati di stato libero e di cittadinanza di entrambi gli sposi, 1941